La trocanterite è una delle principali cause di dolore laterale all’anca. In caso di sintomi sospetti meglio rivolgersi ad un fisioterapista prima che il dolore diventi cronico.

Da cosa è causata?

La sindrome dolorosa del grande trocantere (una sporgenza ossea del femore) colpisce soprattutto le donne over 50 e in sovrappeso, mentre negli uomini è molto meno comune. Le cause sono da attribuire in generale alla loro conformazione fisica: le donne presentano un’inserzione tendinea del medio gluteo più corta, che comporterebbe una minor efficienza meccanica. 

sindrome dolorosa del gran trocantere

In passato il dolore localizzato alla regione del trocantere veniva attribuito a:

borsite trocanterica, un’infiammazione delle borse (piccole sacche ripiene di liquido che si trovano a livello dell’inserzione dei tendini sull’osso, la cui funzione è quella di ridurre l’attrito e attutire gli urti);

tendinopatia glutea, una patologia degenerativa del tendine del medio gluteo che si inserisce sul grande trocantere. 

Non tutti i pazienti presentano però segni importanti di degenerazione tendinea e infiammazione.
Per questo si preferisce utilizzare l’espressione “sindrome dolorosa del grande trocantere” che si riferisce in generale al dolore laterale all’anca.

Come si riconosce?

Il dolore – non particolarmente intenso ma comunque fastidioso – si presenta nella regione trocanterica e aumenta in seguito alla palpazione di quest’area oppure quando si assumono determinate posizioni, ad esempio coricandosi su un fianco.

Quando il fastidio persiste è consigliato recarsi da un fisioterapista, il quale può eseguire un’attenta anamnesi e una valutazione utile a verificare se il dolore aumenta quando sono coinvolti i muscoli abduttori della coscia. 

Solo se necessario può consigliare un’ecografia oppure una risonanza magnetica, che consenta di valutare eventuali alterazioni dei tendini del medio o piccolo gluteo, eventuali segni di borsite o altre cause di dolore all’anca.

Come si cura?

Il dimagrimento e la fisioterapia associata ad esercizi terapeutici hanno un ruolo centrale nella guarigione dalla sindrome del trocantere.

Gli obiettivi primari nel trattamento della trocanterite sono:

  • ridurre la compressione sul grande trocantere
  • diminuire il dolore
  • migliorare il controllo motorio dell’anca e della regione lombo-pelvica.

Per questo motivo il trattamento riabilitativo dev’essere improntato sull’educazione posturale, sulla gestione del carico e sul rinforzo muscolare, prevalentemente dei muscoli abduttori ed extrarotatori.

Tra le terapie strumentali, le onde d’urto sembrano avere risultati promettenti (Barratt et al, 2017, Carlisi et al., 2019) nei pazienti con trocanterite, soprattutto nel medio-lungo termine (4-15 mesi), mentre la chirurgia sui tendini è consigliata solo nei casi più estremi.

marco barbero fisioterapista

 

 

a cura del dott. Marco Barbero
fisioterapista e osteopata presso ReAction® (Saluzzo)
www.reaction-hub.com

 

 

 

 

 

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Bibliografia:

Fearon A, Stephens S, Cook J, et al. The relationship of femoral neck shaft angle and adiposity to greater trochanteric pain syndrome in women. A case control morphology and anthropometric study. British Journal of Sports Medicine 2012.

French HP, Woodley S, Fearon A, O’Connor L, Grimaldi A, Physiotherapy management of greater trochanteric pain syndrome (GTPS): an international survey of current physiotherapy practice, Physiotherapy (2019).

Grimaldi A, Fearon A. Gluteal Tendinopathy: Integrating Pathomechanics and Clinical Features in Its Management. JOSPT. 2015;45(11):910-924.