Lo stretching riduce il rischio di infortuni“. Contrariamente al pensiero comune, si tratta di un’affermazione che non ha alcun fondamento scientifico. Qual è dunque la migliore strategia nel prevenire gli infortuni?

La scienza si interroga da anni sull’argomento.

Tipologie di allenamento preventivo a confronto

Recenti studi hanno confrontato i benefici apportati da diverse tipologie di allenamento, col fine di individuare  la più incisiva nel prevenire gli infortuni:

  1. Stretching
  2. Forza
  3. Propriocezione
  4. Combinazione delle 3 precedenti

Nel 2014 una meta-analisi* condotta su 26.610 soggetti (pubblicata sul British Journal of Sports Medicine) diede risultati positivi per tutte le misure di prevenzione, ad eccezione dello stretching.
Sempre secondo lo studio, il solo allenamento della forza sembrò ridurre a meno di 1/3 le lesioni sportive e quasi dimezzare gli infortuni da overuse (sovraccarico).

Lallenamento della forza riveste quindi un ruolo fondamentale nel prevenire gli infortuni.* 

Il falso mito dello stretching 

Nel 2005 una revisione sistematica delle prove scientifiche sul ruolo dello stretching arrivò alla conclusione che quest’ultimo non riduce il rischio d’infortunio .** Conclusioni che scalzano dal piedistallo lo stretching, considerato per anni il mezzo di prevenzione per eccellenza.

Se svolto in modo intenso infatti, lo stretching tende ad aumentare lo stress meccanico a cui viene sottoposto un dato distretto muscolare; dovrebbe di conseguenza essere incluso nella quantificazione del carico di lavoro somministrato. Ciò non significa che lo stretching sia inutile o non funzionale all’attività fisica, tutt’altro. Possedere una buona flessibilità ed una buona ampiezza del movimento (R.O.M.) può infatti garantire alcuni vantaggi a livello di prestazione. Ma non di prevenzione.

Allenamento propriocettivo

L’allenamento propriocettivo rappresenta la miglior strategia nel correggere schemi motori errati ed ottimizzare il controllo neuromuscolare durante l’esecuzione di movimenti complessi. Per questo si può considerare un buon alleato nella prevenzione degli infortuni.

Tramite l’utilizzo di supporti instabili si creano effetti perturbativi che stimolano i riflessi stabilizzatori; in questo modo si attuano strategie motorie che rispondono continuamente ad un carico inaspettato, riducendo i tempi di reazione.

 propriocezione

Allenamento della forza

Come strategia preventiva, l’allenamento della forza sembra essere la soluzione più efficace. Lo scopo è fornire maggiore stabilità alle articolazioni, limitare le forze interne a livello articolare e ridurre il rischio di insorgenza di patologie degenerative. In questo articolo  abbiamo approfondito come l’allenamento della forza sia fondamentale per la salute della schiena. Quando si struttura un programma di forza è fondamentale tenere conto delle richieste sport-specifiche ma anche delle caratteristiche fisiche della persona, al fine di riequilibrare eventuali scompensi e sviluppare armonicamente la muscolatura. Per scongiurare il rischio di infortunio occorre aumentare volume e intensità in maniera graduale, rispettando i corretti tempi di recupero tra le serie e le sessioni di allenamento.
La qualità dei risultati dipenderà dalla varietà degli stimoli proposti e dall’applicazione corretta degli esercizi contro resistenza.

forza

a cura del dott. Luca Giachino
dottore in Scienze Motorie e Sportive presso ReAction®

*J. Lauersen, T. Andersen e L. Andersen, Strength training as superior, dose-dependent and safe          prevention of acute and overuse sports injuries: a systematic review, qualitative analysis and meta-analysis., Br J Sports Med., vol. 52, n. 24, pp. 1557-1563, 2018.

**Hart L. Effect of stretching on sport injury risk: a review. Clin J Sport Med. 2005;15(2):113. doi:10.1097/01.jsm.0000151869.98555.67