In smart working come in ufficio: se c’è una costante, dopo tante ore trascorse al computer, è la comparsa del dolore cervicale.

Esistono diversi accorgimenti per prevenire questo fastidioso problema, ma è necessario prima di tutto avere consapevolezza dell’origine del dolore; solo così possiamo innescare una sorta di autotrattamento preventivo”. Conoscere il meccanismo che scatena il disturbo potrebbe infatti portarci istintivamente ad adottare comportamenti o movimenti di compenso per evitarlo.

Ecco quindi i nostri suggerimenti per comprendere a fondo le cause e rendere davvero “smart” la nostra routine di lavoro.

Neck pain“, ovvero dolore cervicale

È il dolore che avvertiamo al collo, lungo il tratto cervicale. Aumenta con l’età ed è generalmente più frequente nelle donne. Rientra tra i dolori muscolo-scheletrici più comunemente riportati dai lavoratori, in particolar modo dai “videoterminalisti”, coloro che trascorrono molto tempo al computer. Tra i disturbi alla schiena la cervicalgia è seconda solo alla lombalgia: si stima che il 67% della popolazione ne venga colpita almeno una volta nella vita.*

Gli studi sono concordi nel sostenere che l’origine del dolore cervicale sia multifattoriale, determinato in particolar modo da fattori fisici (movimenti ripetuti della mano e delle dita, posizioni scomode, tempo trascorso in posizione seduta, stile di vita, mancanza di adeguato esercizio fisico, torsioni e curvature del tronco…) ma anche psicosociali: impegno elevato e stressante, mansioni monotone, ambiente di lavoro ostile, scarsa soddisfazione, basso sostegno tra colleghi ecc. sono tutti fattori che contribuiscono all’insorgenza del dolore.

Computer e “postura da tartaruga”

Sempre secondo gli studi, il dolore è significativamente associato all’utilizzo per più di 2 ore del mouse, all’utilizzo del computer per più di 6 ore o a posizioni stressanti con aumento della flessione del collo/testa in avanti per più di un 1 ora senza regolari pause. 

Una seduta prolungata comporta quasi sempre una flessione lombare associata all’anteposizione del capo (postura da tartaruga). Questa posizione aumenta lo stress muscolare dei muscoli estensori del rachide e la cifosi toracica (gobba), con conseguente compenso del rachide cervicale per mantenere lo sguardo orizzontale verso lo schermo.

Cervicalgia

L’aumento dello stress muscolare nella regione cranio-cervicale può provocare nel tempo spasmi muscolari localizzati e dolorosi, spesso associati a mal di testa, dolore alle articolazioni temporo-mandibolari, disturbi della propriocezione, anomalie dei sensi di posizione, deficit di equilibrio e alterazione del controllo oculo-motorio. 

Provvedimenti ergonomici per contrastare il dolore cervicale

1) E’ fondamentale evitare le posture protratte troppo a lungo. Per questo è bene approfittare di una pausa ogni 30 minuti per alzarsi, fare qualche passo, allungare la schiena, eseguire semplici circonduzioni delle spalle. E ancora, per allungare i muscoli del collo inclinando la testa e facendo una leggera pressione con le mani. In queste immagini alcuni esempi di esercizi.

Contrastando la pressione esercitata dalle mani, mantenere la contrazione per circa 10 secondi, per 10 volte.

                        esercizi cervicalgia esercizi cervicalgia esercizi cervicale

 

2) Verifica la posizione del monitor e della tastiera. Il monitor dev’essere frontale, all’altezza degli occhi, in modo da evitare frequenti rotazioni del capo. La tastiera non dev’essere troppo vicina al corpo, per evitare di dover alzare le spalle irrigidendo i muscoli.

 Posizione del monitor non corretta

3) Mantieni una seduta ideale in lordosi lombare fisiologica, ovvero cercando di preservare la curva naturale della parte bassa della schiena. In questo modo si facilita anche il mantenimento della fisiologica lordosi cervicale. Poiché questa seduta ideale è difficile da mantenere, specialmente per diverse ore consecutive, puoi ricorrere all’utilizzo di strumenti ergonomici come un cuscinetto da appoggiare allo schienale in corrispondenza della zona lombare.

 

Terapia manuale, rinforzo e stretching

L’intervento di un fisioterapista basato su terapia manuale, esercizi di rinforzo e stretching può essere l’arma vincente per eliminare il dolore cervicale. Ancor prima di ricorrere ad una terapia farmacologica – che non interviene sulle cause del dolore – l’utilizzo di terapie manuali (manipolazioni, tecniche fasciali, viscerali…) è indispensabile per ridurre il dolore e facilitare il successivo passaggio alla rieducazione motoria, fatta di esercizi specifici volti a stabilizzare e a velocizzare il processo di guarigione.

In foto il protocollo Cervical Spine Mobility: consente la valutazione del range di mobilità per una corretta diagnosi e trattamento delle disfunzioni del rachide cervicale.

 

 

 

 

a cura del dott. Marco Barbero 

Responsabile settore fisioterapia e osteopatia presso ReAction®.

Bibliografia:

*Hush, Julia & Maher, Chris & Refshauge, Kathryn. (2006). Risk factors for neck pain in office workers: A prospective study. BMC musculoskeletal disorders. 7. 81. 10.1186/1471-2474-7-81. 

Fredriksson K, Alfredsson L, Ahlberg G, et al. Work environment and neck and shoulder pain: the influence of exposure time. Results from a population based case-control study Occupational and Environmental Medicine 2002;59:182-188.

Il dolore cervicale nell’era dello smart working. Opuscolo informativo A.I.FI. • Gruppo di Terapia Manuale e Fisioterapia Muscoloscheletrica.