Chi non ha mai provato dolore al “soprasella”? Come si previene? Quali criteri bisogna adottare nella scelta della sella?

Su di essa trova appoggio una zona del corpo molto delicata, quella perineale. Per questo si tratta di uno dei componenti più difficili da sostituire nel corredo di un ciclista… Perchè tutti, almeno una volta, abbiamo avuto a che fare con questo problema “spinoso”.

Arrossamenti e indolenzimenti

E’ necessaria una premessa: stare sulla bicicletta non è come stare seduti sulla poltrona; dopo 4 o più ore di sella è normale incorrere in alcuni fastidi come arrossamenti della cute o lievi indolenzimenti della zona d’appoggio ischiatico. Ecco qualche consiglio adatto a queste circostanze :

  • utilizzare creme emollienti specifiche prima e dopo l’attività
  • lavare accuratamente la pelle al termine di ogni uscita
  • utilizzare ogni volta un pantaloncino fresco di bucato.

Sfregamento e compressione

Lo sfregamento in bicicletta è continuo, e i fastidi da esso causati si possono attenuare con la scelta di un pantaloncino dal fondello traspirante e perfettamente aderente. 

Per le problematiche da compressione occorre invece una valutazione più personalizzata per alleviare il dolore al soprasella. Occorre infatti mettere in relazione le proprie caratteristiche fisiche con l’assetto sulla sella.

La scelta della sella in base all’assetto

Sono due le principali aree di contatto tra il bacino e la superficie della sella; la prima, più marcata, nella zona posteriore, rappresentata dalle ossa ischiatiche; la seconda, nella parte anteriore a carico del pube. 

La scelta della sella deve quindi partire dallo studio delle caratteristiche del bacino dell’atleta. L’apertura a livello dell’appoggio ischiatico è il parametro utilizzato per la scelta della larghezza sella, l’inclinazione invece è utile a valutare uno scarico prostatico più o meno ampio. 

Altro fattore da considerare è la tipologia di assetto e quindi di utilizzo della bicicletta: un atleta in posizione più rilassata (con il busto meno inclinato) troverà più confortevole un appoggio largo con maggior imbottitura. Al contrario, un atleta dall’assetto più performante si troverà meglio con un appoggio più stretto e risentirà meno della scelta sull’imbottitura. 

L’inclinazione della sella

Non è sufficiente considerare l’altezza e l’avanzamento/arretramento della sella rispetto al movimento centrale: è fondamentale anche l’inclinazione, da valutare in base alla minor sensazione di compressione. L’operazione di regolazione richiede un pò di cautela: il rischio è che si inneschi un movimento di scivolamento in avanti del bacino. Quando poi si presenta la necessità di sostituire la sella con misure differenti occorre tenere in considerazione la variazione di uno dei 5 punti d’appoggio, che va ad influenzare l’intero assetto sulla bicicletta. In questi casi meglio eseguire una completa valutazione biomeccanica, per apportare eventuali compensazioni all’assetto e ridurre al minimo il rischio di dolore al soprasella.

Intorpidimento genitale e disfunzioni sessuali

Sfatiamo una paura comune: non esistono al momento correlazioni scientifiche tra la pratica del ciclismo  e le disfunzioni urogenitali. Diversi studi dimostrano infatti che, sia per i ciclisti che per le cicliste, non esiste maggiore predisposizione a disfunzioni sessuali o disturbi urinari rispetto ad atleti podisti o nuotatori.

Sempre stando alle evidenze scientifiche, l’intorpidimento genitale che molti ciclisti avvertono non sembra essere associato a disfunzioni di carattere sessuale. Altri studi attribuiscono la causa di queste problematiche al tipo di sella utilizzata e a un errato assetto sul mezzo, piuttosto che alla pratica del ciclismo in generale.

L’intensa sollecitazione di un’area così delicata può, in presenza di altre concause (ad esempio l’età, l’ingrossamento della prostata o infezioni come le prostatiti) peggiorare il quadro clinico e indurre il medico curante a consigliare una momentanea sospensione, al fine di favorire una rapida guarigione. Tuttavia, una volta risolto il problema, sarà possibile riprendere l’attività ciclistica in tutta tranquillità, senza maggior esposizione al rischio di ricadute.

a cura del dott. Francesco Chiappero

Preparatore atletico e biomeccanico presso ReAction®

 

Bibliografia:

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  • Gaither TW, Awad MA, Murphy GP, et al. Cycling and Female Sexual and Urinary Function: Results From a Large, Multinational, Cross-Sectional Study. J Sex Med 2018;15:510–518.